Hong Kong – 1952

Uno sguardo sulla VI sezione della mostra “Werner Bischof. Classics”

“Quello che rende Bischof straordinario è che riesce ad essere un grande artista sia che stia esprimendo pace e gioia, sia che stia esprimendo dolore e desolazione”. Così lo scrittore francese Claude Roy inquadra il lavoro del grande fotografo svizzero. E, del resto, l’artista è solito mettere a disposizione il suo personale sismografo per misurare le scosse emozionali del posto in cui si reca. Ad Hong Kong Bischof decide di dare vita ad una vera e propria storia visiva, intitolata “Ultimo ingresso per la Cina rossa”. Per alimentarla, intervista i rifugiati che avevano abbandonato la Cina in seguito al regime imposto da Mao Zedong, nel 1949. Un’indagine, questa, che scansa la superficie per scavare negli aspetti più profondi della popolazione, messa alle corde da un clima caldo e umido ai limiti dell’insopportabile. Il luogo che sceglie per il suo racconto è isolato e poco conosciuto: un villaggio di pescatori nell’isola di Kau Sai. Per entrare ancora di più a contatto con questa realtà, decide di andare a vivere in mezzo a loro, per poter accedere al loro universo interiore. Ne scaturiscono scatti che catturano la quotidianità, fatti di vita ordinaria che assurge a straordinarietà grazie ad una narrazione come sempre impreziosita dall’uso “unico” della luce. – – La mostra fotografica “Werner Bischof. Classics” è visitabile al Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, fino al 7 gennaio 2020.