INDOCINA 1952 / NORD E SUD AMERICA 1953 – 1954

Uno sguardo sulle sezioni VII e VIII della mostra “Werner Bischof. Classics”

“Davvero io non sono un foto-giornalista (…) dentro di me io sono ancora – e sarò sempre – un artista“. Questo pensiero viene espresso chiaramente da Bischof all’indomani dell’esperienza in Indocina dove, nel 1952, è inviato da Magnum per documentare la guerra tra il governo coloniale francese e le milizie comandate da Ho Chi Minh. Un’esperienza che segna un’ulteriore svolta nelle sue consapevolezze: dopo aver fotografato le truppe francesi, l’artista svizzero si trasferisce in un piccolo villaggio fuori mano, dove inizia a fotografare lo “straordinario quotidiano”. Bischof infatti non se la sente più di accontentare i desideri delle grandi testate giornalistiche e cerca di diventare un divulgatore di valori e di umanità.

Dopo l’esperienza in Indocina si sposta in Nord e Sud America, tappe fondamentali – tra il 1953 ed il 1954per rispolverare le sensazioni provate in Estremo Oriente, a diretto contatto con la natura e lontano da una civiltà sempre più mercenaria e materialista. Il viaggio fa tappa a New York, dove Bischof cerca di raccontare la relazione tra l’uomo e la tecnologia, tra l’ingegno e l’industria. L’artista si sofferma così sulle contraddizioni di un popolo che aspira all’indipendenza, ma resta schiavo del consumismo e della necessità di raggiungere il “sogno americano” a qualunque costo.

E’ in America Latina, tuttavia, che Bischof realizza quello che probabilmente rimane il suo scatto più celebre: “Sulla strada per Cuzco” (il ragazzo che suona il flauto). Una foto del 1954 che riporta l’individuo alla sua dimensione essenziale, a quella purezza che esiste soltanto lontano dalle luci della ribalta. Sarà uno dei suoi ultimi scatti: poco tempo dopo, diretto verso una miniera a 4 mila metri sul livello del mare, perde il controllo della sua auto e cade nel vuoto. In quel precipizio Bischof lascia la sua vita materiale, ma le sue fotografie resteranno immortali, continuando a testimoniare il suo percorso di uomo e artista senza compromessi.

La mostra fotografica “Werner Bischof. Classics” è visitabile al Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, fino al 7 gennaio 2020.